L’Unite difesa da un ex studente senza titolo?

Ombre sul voto della Crua sulla fusione tra la ‘D’Annunzio’ e la ‘Da Vinci’: a dire no anche un laureato dell’ateneo teramano senza mandato rappresentativo.

TERAMO – Nel corso dell’ultima seduta della Crua (Conferenza dei rettori delle università abruzzesi) è stata ufficialmente bocciata la fusione per incorporazione tra l’Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara e l’Università telematica Leonardo Da Vinci. Il progetto, però, non è ancora accantonato, in quanto l’ultima parola spetta al Miur.

Per Teramo, però, la bocciatura potrebbe essere solo una vittoria di Pirro, in quanto a votare a favore della fusione sono state due università su tre. Un dato importante che certamente non verrà ignorato durante l’approvazione finale. Nello specifico, si sono espressi a favore Carmine Di Ilio, per l’UdA, e Maria Grazia Cifone, preside di Medicina dell’Aquila; contro, il rettore di Teramo, Rita Tranquilli Leali e il rappresentante degli studenti. Astenuto, invece, il presidente della Regione, Gianni Chiodi.

Il voto, tuttavia, potrebbe presentare qualche ambiguità. Stando al D.P.R. n.25 del 1998, che tra le altre cose disciplina i Comitati regionali di coordinamento, possono essere eletti in rappresentanza degli studenti solo coloro che risultano già “eletti dalla componente studentesca dei senati accademici e dei consigli di amministrazione delle università della regione”. A quanto risulta l’ultimo rinnovo della rappresentanza studentesca alla Crua si è svolto il 26 ottobre del 2006, con due eletti, Antonio Voto e Davide D’Innocenzo, entrambi provenienti dall’Università di Teramo. Il problema, però, sta nelle successive votazioni svoltesi a Teramo nel 2010, che hanno rinnovato la rappresentanza studentesca nei singoli organi d’ateneo. Andando sul sito dell’Unite, infatti, i due non risultano né in Consiglio d’amministrazione né in Senato accademico;quindi, non potrebbero aver alcun diritto di voto nella Crua. Quindi, se non è stata rinnovata la rappresentanza studentesca nella Crua dopo il 2010, chi era presente il giorno della votazione?

Sia Davide D’Innocenzo che Antonio Voto, inoltre, sembrano aver già esaurito il limite dei due mandati della durata di due anni ciascuno (come da regolamento elettorale di ateneo) nei singoli organi della realtà teramana. Ancora, in base ad indiscrezioni, i due risultano già laureati e non più iscritti all’università. A questo punto, se a votare fosse stato uno dei due, è lecito chiedersi che tipo di rappresentanza abbia espresso lo “studente” quel giorno.

Alla luce di tutto questo, non rimane che attendere le eventuali contestazioni anche se è molto difficile supporre che i presenti non fossero coscienti della particolare situazione dello “studente” votante.

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