TERAMO - Una genuina spontaneità: è ciò che balza subito agli occhi di chi li osserva, di chi, anche solo per un attimo, si ferma a guardare questi quattro giovani musicisti teramani. Loro sono gli Shijo X, sintesi di una verve creativa che, in poco meno di due anni, li ha portati da una piccola sala prove di provincia ai palchi di mezza Italia, fino a quello del prestigioso concorso Italia Wave, che li ha incoronati band vincitrice di quest’anno e li ha fatti suonare a Lecce accanto a nomi internazionali del calibro di Kaiser Chief, Paolo Nutini, Bad Spencer Blues Explotion.
Gli Shijo X stentano ancora a credere a ciò che è loro capitato e commentano la vittoria allo storico concorso per gruppi emergenti del bel Paese (da qui sono uscite molte delle band che hanno scritto la storia della musica italiana degli ultimi vent’anni) con un timido “Chissà perché…” e una nota di rossore sul volto.
Ragazzi apparentemente come tanti, ma che insieme riescono ad esprimere un sound maturo, versatile, accattivante, elegante. Una musica, la loro, punto convergente di mille direzioni, come il loro stesso nome testimonia: Shijo, strada multietnica di Kyoto, dove il trip-hop sintetico di matrice bristoliana si incontra con la calda emotività R’n’B. Come dire: gli opposti che si cercano, si trovano e si fondono per creare un ibrido indefinibile, incognita X.
Chiacchiero un po’ con loro al termine del live apripista agli Afterhours (mica un gruppetto di periferia qualsiasi…), in occasione della seconda edizione del concerto tributo “Note su Ali di Farfalla – Federica e Serena”. Un evento che si è svolto lo scorso 17 settembre presso lo stadio comunale di Piano d’Accio e che ha riscosso un notevole successo di pubblico. Laura Sinigallia, vocalist, mi accoglie insieme a Federico Fazia (basso), Davide Verticelli (tastiera e synth) e Federico Adriani (batteria). La band al gran completo.
“Ogni volta che saliamo sul palco ci viene la pelle d’oca – confessano – La dimensione live per noi è la perfetta sintesi del tutto, dove le nostre energie creative si tramutano in arte. Qui percepiamo l’alchimia tra i nostri suoni e le parole, tra la perizia del lavoro in studio e la sperimentazione del sound. Ci piace pensare che i nostri brani, perlopiù tratti dal nostro disco d’esordio del 2009 'One Minute Before', acquisiscono nuove sfumature ogni volta che li riproponiamo dal vivo. Ogni concerto è una storia a sé, e siamo noi a dettarne di volta in volta le regole - proseguono gli Shijo X - Sapori e colori che esprimono i nostri stati d’animo e che speriamo ci possano contraddistinguere nel tempo, quando acquisiremo sempre più consapevolezza dei nostri mezzi. Ci piace sperimentare, questo è lampante: già la scelta di non avere in organico una chitarra, perché al momento crediamo nella meraviglia di uno strumento quale il sintetizzatore, ci appaga completamente. Ma poi, chissà, magari in futuro… Nel frattempo stiamo lavorando al nuovo disco - ci anticipano con entusiasmo - che ancora non sappiamo di preciso quando vedrà la luce. Per ora, diciamo che siamo circa a metà del percorso. Alcuni nuovi brani come ‘In (The) Moscow’ sono già nei nostri live, anche se in forme completamente stravolte. A differenza del primo album e di canzoni come ‘Harry Up’ o ‘Impetus’, che tanto hanno fatto parlare di noi negli ambienti underground, pensiamo che il nostro prossimo lavoro sarà ancora più variegato perché comprenderà maggiormente la creatività di tutti i membri della band. Crediamo nella pluralità, nella possibilità di ispirarci a vicenda. Per i nuovi brani, ognuno di noi metterà qualcosa di suo. Ci auguriamo che questo possa rappresentare il disco della svolta - conclude la band - in attesa di poterci vedere anche più presenti a Teramo, dove gli spazi per suonare dal vivo tendono a mancare. Se escludiamo le Officine Indipendenti o locali che si reinventano come il White Wolf, bisogna ammettere che la realtà locale ha bisogno di una spinta significativa. Per quanto ci riguarda noi ci siamo e, ce lo auguriamo, continueremo ad esserci. Per esprimere la nostra arte, per scrivere dei nostri sogni”.
Per contattarli: http://www.myspace.com/shijox
"Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce". Figuriamoci un nuovo albero che spunta in una foresta già folta.
L'altra Parola è il nuovo albero che nasce nella foresta dell'informazione della provincia di Teramo. Lo fa come indica l'antico proverbio: in silenzio. Ma, silenziosamente, L'altra Parola è decisa a conquistarsi il suo spazio e la sua porzione di terreno vitale.
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