ROSETO DEGLI ABRUZZI - La madre di Elisa Claps, Filomena, ricorda come fosse ieri quel giorno in cui sua figlia uscì per andare all'appuntamento con Danilo, il ragazzo che le doveva consegnare un piccolo regalo lì, vicino alla chiesa alla quale ora sono stati apposti i sigilli. Si vergogna fino al tentato suicidio Flora, madre di Giuseppe che aveva ucciso Teresa Bonocore, una donna che aveva avuto il coraggio di denunciare le molestie di un uomo sulla sua bambina.
Ma ci sono le vittime di stalking, quelle di abusi sessuali, le donne che combattono contro l'arretratezza della cultura da cui provengono, e le giovani prostitute dell'est. Sono le storie raccontate da Francesca Pansa in 'Donne che odiano gli uomini' (Oscar Mondadori), una raccolta di racconti di cronaca e di vita che hanno come protagoniste donne dalle storie esemplari. Ci sono le madri, le mogli, le figlie degli operai morti nell'incendio della Thyssen-Krupp che mettono le sigarette sulle tombe dei loro cari. E poi le vittime, come Angelica che a nove anni e' stata abusata da don Claudio. Oppure ancora la giovane pakistana Hiina, rea di aver scelto da sola il suo destino e ritrovata avvolta in sacchetti di plastica sotto un metro di terra.
Il libro sarà presentato domani, venerdì 25 maggio, alle ore 18.30, nei saloni della Villa Comunale di Roseto alla presenza dell’autrice. Interverranno per il Comune Gabriella Lasca e Yasuko Matsumoto. ''Le donne che odiano gli uomini, le donne di questo libro, sono in realtà le donne che amano più profondamente l'essere umano", scrive Giovanni Bollea nell'introduzione all'intenso volume, "e la collezione di storie che raccoglie l'autrice, è a tutti gli effetti uno spaccato di disperata umanità”.
"Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce". Figuriamoci un nuovo albero che spunta in una foresta già folta.
L'altra Parola è il nuovo albero che nasce nella foresta dell'informazione della provincia di Teramo. Lo fa come indica l'antico proverbio: in silenzio. Ma, silenziosamente, L'altra Parola è decisa a conquistarsi il suo spazio e la sua porzione di terreno vitale.
Per farlo, si affiderà agli organi che ogni albero ha a disposizione: le sue radici. Da queste, l'intero organismo trae il nutrimento necessario per crescere, diventare forte, solido, alto fino a superare gli altri alberi che lo circondano per poter godere dei raggi del sole.
L'altra Parola ha radici profonde che traggono linfa dal territorio teramano: sono le persone, i luoghi, le attività che caratterizzano la nostra provincia. Questa terra ci darà le sostanze utili per diventare grandi, per mettere fiori e frutti da offrire ai lettori.
I frutti de L'altra Parola saranno le notizie: ogni giorno racconteremo il nostro territorio, nella bella e nella cattiva stagione. Proprio come un albero che attraversa la primavera, l'estate, l'autunno e l'inverno cambiando forma e aspetto, senza mai tradire la sua natura.
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