TERAMO - Giornalista, blogger e scrittore. Tre parole per descrivere compiutamente Maurizio Di Biagio, collaboratore de Il Messaggero, Teramani e L'Araldo Abruzzese, autore di opere come Il diavolo in Paradiso e Sulla via della trasgressione (scritto a quattro mani con Vincenzo Misuraca) e factotum del blog Il Senso.
Dove trovi anche il tempo di avere una vita sociale?
"Il mondo della notizia è particolare, il tempo te lo puoi gestire, ma devi imparare a gestirlo (squilla il telefono ndr). Vedi, mi hanno appena chiamato dal quotidiano. Per questo, se ad esempio devo scrivere un pezzo per il blog, posso farlo tra la preparazione di un articolo per Il Messaggero e uno per L'Araldo, ma all'inizio ero abbastanza lento. Oggi per favorire la velocità della comunicazione bisogna spesso sacrificare la profondità del contenuto, e questo è uno dei mali del giornalismo online, particolarmente dei blog".
A proposito di blog, Giuseppe Conte, poeta e scrittore, dice che "i blog sono fatti per lo più da esibizionisti". Tu ti senti esibizionista?
"Siamo tutti esibizionisti, l'importante è far valere la parte sana di questo esibizionismo. Usare tutto il proprio ego, il proprio nome per dare una lettura della notizia appropriata, non fine a se stessa".
A questo punto dovrei chiederti della solita differenza tra blog e giornale cartaceo. Invece mi interessa sapere se a tuo dire ci sono dei punti di contatto tra questi due strumenti...
"Il punto di contatto, il filo conduttore è la notizia. Mi capita infatti di riprendere sul blog tematiche che ho già toccato sul giornale, dove ci si concentra soprattutto sulla cronaca e non posso usare lo stesso linguaggio di un blog. La differenza è che il blog è come un diario, la tua anima che si apre al mondo, e può trasmettere emozioni a chi legge".
Il tuo 'diario' si chiama Il senso, e il sottotitolo è un noto aforisma di Dostoevskij, 'la bellezza salverà il mondo'. E' un titolo più adatto ad un blog di letteratura che ad uno di giornalismo?
"Io sono nato scrittore e sono diventato giornalista per caso. All'inizio ho avuto difficoltà perchè cercavo di scrivere un articolo come un racconto, con i due punti, le virgolette, e per questo ho ricevuto parecchie tirate d'orecchie. Ma tutt'ora cerco di avere un approccio più narrativo nella stesura dei pezzi".
E che senso ha 'Il senso'?
"E' un senso meraviglioso, di liberazione. Con cui posso scrivere cose che altrimenti non potrei, e inoltre offrire un servizio al lettore".
Anche io ho un piccolo blog, e mi sono dato la regola di non scrivere se non ho nulla da dire. Ma il blog vive sulla velocità degli aggiornamenti, se non scrivi per un mese sei out. Come fai a trovare sempre l'ispirazione della scrittura?
"Bene o male una notizia al giorno la trovi sempre. Ma il punto è che è fondamentale avere tempo libero, ed è sempre più raro che ci sia. Ma quando si ha tempo a disposizione, ci si esprime anche molto meglio. Per questo prediligo scrivere di notte, quando posso approfondire meglio. La notte mi concilia".
'Senso di liberazione', 'tempo a disposizione', concetti sui quali insisti molto. Non si può gestire un blog, se si è in altre faccende affaccendati?
"Puoi sempre farlo, ma con risultati minimi, se sei già impegnato in altro. Prima dicevo che il blog è come un diario. Uno strumento bellissimo, come del resto internet stesso. Eppure in Italia ancora non riesce ad uscire da questa sua dimensione folkloristica. In America ci sono blog, anche finanziari, che hanno più importanza anche di tanti giornali".
Per concludere, c'è un consiglio che vorresti dare a chi si appresta ad entrare nel mondo dell'informazione ai tempi del blog?
"Leggere tanto. Tanti giornali, tanti blog e tanti classici. Così si comincia a scrivere, così ho cominciato io. Se si leggesse di più, si penserebbe meglio. E, di conseguenza, si scriverebbe meglio".
"Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce". Figuriamoci un nuovo albero che spunta in una foresta già folta.
L'altra Parola è il nuovo albero che nasce nella foresta dell'informazione della provincia di Teramo. Lo fa come indica l'antico proverbio: in silenzio. Ma, silenziosamente, L'altra Parola è decisa a conquistarsi il suo spazio e la sua porzione di terreno vitale.
Per farlo, si affiderà agli organi che ogni albero ha a disposizione: le sue radici. Da queste, l'intero organismo trae il nutrimento necessario per crescere, diventare forte, solido, alto fino a superare gli altri alberi che lo circondano per poter godere dei raggi del sole.
L'altra Parola ha radici profonde che traggono linfa dal territorio teramano: sono le persone, i luoghi, le attività che caratterizzano la nostra provincia. Questa terra ci darà le sostanze utili per diventare grandi, per mettere fiori e frutti da offrire ai lettori.
I frutti de L'altra Parola saranno le notizie: ogni giorno racconteremo il nostro territorio, nella bella e nella cattiva stagione. Proprio come un albero che attraversa la primavera, l'estate, l'autunno e l'inverno cambiando forma e aspetto, senza mai tradire la sua natura.
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