Italo Ferrante, il manager cantautore

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Intervista al presidente della Confapi Abruzzo: i successi dell'azienda di famiglia, la crisi economica, la passione per lo sport e un amico di nome Ivan...

Italo Ferrante sul palco con l'amata chitarraTERAMO – Forse non è un caso che il suo gruppo musicale si chiami “Dr. Jekyll e Mr. Hyde”. Tra le tante canzoni del grande Ivan Graziani, suo maestro e modello artistico, Italo Ferrante ha scelto proprio quella ispirata al celebre romanzo di Stevenson in cui il protagonista è affetto da sdoppiamento della personalità. Non che il nostro soffra di alterazioni della psiche (ci mancherebbe!) ma in lui possiamo distinguere almeno quattro diversi ruoli che ne definiscono il “personaggio”.

Lo abbiamo incontrato nella sede dell'azienda di famiglia per far conoscere ai lettori de L'altra Parola un uomo a suo modo unico e dai molteplici interessi.

L'IMPRENDITORE – Figlio di Pasquale Ferrante, storico industriale teramano e fondatore della Dmp Electronics nel 1978, Italo ne ha seguito le orme e, insieme al fratello, oggi gestisce una delle più importanti realtà imprenditoriali della provincia di Teramo, leader nel settore della rubinetteria elettronica. I prodotti Dmp oggi sono esportati in tutto il mondo.

“Sono entrato in azienda nel 1979 – racconta – ricordo i primi prodotti che immettemmo sul mercato: l'asciugamano ad aria elettronico e poi il distributore e il rubinetto elettronico”. Oggi Italo Ferrante ricopre la carica di direttore amministrativo: “Un ruolo difficile perché i conti bisogna farli quadrare”.

Quali sono stati gli elementi del successo dell'azienda? “La novità, la qualità e la durata del prodotto. Nel tempo abbiamo affrontato tanti problemi ma i nostri clienti continuano a comprare i prodotti Dmp da trent'anni a questa parte”.

Ricorda il momento dell'invenzione del rubinetto elettronico? “Fu un discorso assolutamente innovativo, molti ci dicevano: 'Come può la corrente elettrica andare d'accordo con l'acqua?'. Noi ci siamo riusciti”. Ferrante è anche presidente della Delfin, azienda nata nel 2006, che assembla per conto terzi (sia per Dmp che per altre aziende) circuiti elettronici.

IL MANAGER – Da maggio di quest'anno (e fino al 2014) Italo Ferrante è presidente di Confapi Abruzzo, l'organismo che riunisce le sedi provinciali dell'Api (Associazione piccole e medie industrie). È anche vicepresidente e tesoriere dell'Api Teramo. Impossibile non chiedergli una valutazione sulla crisi economica che ha colpito il territorio: “Nel film 'Forrest Gump', Tom Hanks pronuncia la battuta: 'Stupido è chi lo stupido fa'. Parafrasando, possiamo dire che di sicuro la crisi c'è ma se continuiamo a piangerci addosso non andiamo da nessuna parte. Come dice sempre mio padre, la crisi si combatte cercando di innovare, di crescere e di migliorare sia da un punto di vista personale e culturale, sia del prodotto”.

C'è spazio quindi per un messaggio positivo? “Il messaggio è per le aziende che hanno ancora qualcosa da dire: questo è il momento di dirlo e anche rapidamente”.

Che intende per crescita culturale? “Significa che tutti, imprenditori e cittadini, devono imparare a guardare un po' più in là del proprio naso. Negli ultimi decenni ci siamo abituati a vivere in maniera troppo agiata senza preoccuparci di ciò che sarebbe potuto succedere. Forse abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità: telefonini, televisori, autovetture. Tutto questo è il benessere, ed è positivo, ma adesso ci troviamo a dover ridurre tutto”.

Nel rapporto tra imprese e istituzioni cosa cambierebbe? “Gli imprenditori sono costretti a fare i conti con regole troppo rigide. Ci vuole più elasticità, soprattutto nella burocrazia che oggi non ti permette di fare assolutamente nulla senza correre il rischio di andare in galera. Chiediamo solo di essere messi nelle condizioni di poter lavorare”.

In tema di aiuti pubblici, cosa vi aspettate in futuro? “I soldi sono finiti, la classe politica di questa regione ce lo sta dicendo da tempo. Lo Stato deve cercare di aiutare quelle aziende che hanno voglia di investire, di innovare, di assumere personale. E deve fare in modo che si paghino meno tasse, anche per ridurre l'evasione fiscale”.

C'è un grave problema legato al lavoro: come si può risolvere? “Il punto è questo: il popolo italiano deve tornare ad imparare quei lavori che oggi nessuno vuole fare più, tranne gli extracomunitari. Penso alla raccolta della frutta, alla badante, al muratore. Nessun lavoro è umile, tutti i lavori sono dignitosi”.

Cosa serve a un giovane che vuole creare un'attività? “Inventiva, sacrificio e un buon prodotto. Consiglio ai giovani imprenditori di puntare sulla ricerca. E poi servono tanti sacrifici, come tutti gli imprenditori delle passate generazioni. È un momento difficile per chi cerca lavoro, ma a volte può essere meglio inventarselo sfruttando i nuovi bisogni della società moderna”.

IL CANTAUTORE – Italo Ferrante è anche un apprezzato cantautore (“non chiamarmi musicista, è troppo per me”, si schermisce). Una passione nata da ragazzo sognando una chitarra esposta in vetrina nel bar dello zio Mario. E poi l'incontro della svolta, quello con Ivan Graziani. “Era il 1993, lo conobbi alla presentazione del corso speciale per cantautori che Ivan realizzò quando fu eletto consigliere comunale a Teramo. Mi iscrissi subito e lui mi prese in grande considerazione. Mi fece partecipare ad un concorso a Novafeltria e poi a Castrocaro, dove arrivai alle prefinali”.

Un amore, quello per la musica, mai sopito. “Gli impegni di lavoro mi hanno limitato, oggi ormai mi esibisco con la mia band (i “Dr. Jekyll e Mr. Hyde” appunto, ndr) solo nei ritagli di tempo”.

Ha un rammarico per caso? “Devo dire di sì, mi sarebbe piaciuto intraprendere la carriera musicale perché sul palco mi trovo bene, mi piace il contatto con la gente e sapere che c'è chi ascolta e apprezza quello che faccio”.

Ivan Graziani resta sempre il suo modello? “Assolutamente sì, mi sono sempre ispirato al suo modo di scrivere e di suonare cercando di avvicinarmi al suo stile”.

LO SPORTIVO – Il capitolo sport va scisso tra impegno personale e impegno aziendale. Da alcuni anni Italo Ferrante è presidente di una società di calcio a 5 che in estate ha assunto il nome di Città di Teramo C5, rilevando il titolo sportivo del Teramum, ottenendo così il diritto di disputare il campionato di serie C1. “Purtroppo abbiamo solo 6 punti dopo dieci gare, il risultato finora è deludente ma ci troviamo in una categoria che non è la nostra, avendo sempre fatto la C2 o la serie D”.

Nonostante questo, la squadra promette bene. “I ragazzi sono motivati, volenterosi e bravi, l'allenatore Massimo Di Eugenio è valido. Poche squadre sono state superiori a noi, abbiamo dovuto fare anche i conti con la sfortuna. Nelle ultime partite abbiamo sempre ricevuto i complimenti degli avversari”.

A livello aziendale, la Dmp è sempre stata vicina al mondo dello sport. “Non c'è azienda sul territorio che abbia aiutato lo sport come la nostra. Siamo stati sponsor principale del Campli Basket per tre anni, prima che la società scomparisse. Poi ci siamo avvicinati al basket teramano che si è affermato ad alti livelli in Serie A”.

LA FAMIGLIA – L'ultimo pensiero non può che essere per la famiglia. Dalle parole di Italo Ferrante traspare una grande stima per la figura del padre Pasquale. Che cosa rappresenta per lei? “E' un punto di riferimento per tutti noi. È un personaggio che ha costruito qualcosa e continua a lottare ancora oggi nonostante i suoi 78 anni. Non possiamo che continuare a fare riferimento a lui”.

Alessandro Di Emidio
(18/11/2011)





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