L'altro Bàrnabo

Il blog di Fabio Petrella

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Il buon Cittadino alle prese con la straziante ricerca di un posteggio alle pendici dell’ospedale, dove se non paghi muori

Da qualche tempo il buon Cittadino passa le sue giornate a casa. Lava i piatti, fa il bucato, stira le camicie, taglia e annaffia l’erba in giardino, cura le piante, s’impegna a preparare prelibati piatti in cucina e insegue il cane nelle sue scorribande mattutine. Per colpa della crisi, minacciosa come uno spettro scuro e gelatinoso, ha perso il lavoro.

Leggi tutto: O il parcheggio o la vita

 
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“Correte” urlarono dai distributori, e una flotta di cittadini mosse terrorizzata alle pompe che schiumavano oro nero. Con il favore dell’alba, quando la terra è ancora contesa dal sole e dalla luna, una schiera di camionisti alla guida di una matrice lucida e sprezzante, fin troppo stanca di doversi accollare i pesanti vagoni di acciaio sfuso, gonfiando i loro possenti bicipiti induriti dal governare quei dinosauri di latta si diedero appuntamento, nemmeno fosse il crocevia del mondo intero, alla barriera di Mosciano dove i primi lavoratori già ingranavano assonnati le marce per sfrecciare verso l’orrido ufficio periferico del capoluogo di provincia.

Leggi tutto: Chi è senza benzina scagli la prima pietra

 
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Gesù Cristo affaticato sulla collina della Specola dove sarà crocifissoLe strade di Gerusalemme erano arse dal sole che come una titanica ghirlanda di rame ornava di arabeschi luminosi le vie polverose della città. Il vento faceva il suo giro e ululava rabbioso scuotendo la sinagoga dove tutti i 71 membri del Sinedrio si interrogavano con piglio sospettoso su chi fosse quel tipo venuto da Nazareth - uno degli anziani disse che gli pareva si chiamasse Gesù - e che diceva di essere il figlio del Padre Eterno.

Leggi tutto: Biancone libero! Biancone libero!

 
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Una città desolata, il ritorno ai primordi selvatici dell’umanità e l’assoggettamento cibernetico di un mondo alla fine del mondo

Quando in città chiuse l’ufficio delle poste dal balcone del municipio era già stata ritirata la bandiera della nazione. Un devoto impiegato comunale si era preoccupato di riavvolgere il vessillo, ripiegarlo con delicatezza e riporlo in una vecchia cassaforte arrugginita, così per dare senso ai ricordi di una gioventù passata tra barricate, manifestazioni e moti insurrezionali.

Leggi tutto: Da qualche parte nel tempo

 
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La storia di un buon Cittadino alle prese con il fitto mistero del termovalorizzatore e della raccolta differenziata

Un inceneritore d'avanguardiaIl Cittadino sta beatamente ronfando sotto una coltre di innumerevoli coperte. Dopo anni di persecuzioni in ufficio, si è liberamente concesso una giornata di ferie. Fuori piove a dirotto. Piove talmente tanto che un vongolaro della baia ha risalito il corso del fiume come un salmone e ha scavato con la draga idraulica la piazza della città, colma d’acqua come un acquario.

Leggi tutto: La Notte dei Lunghi Mastelli

 
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L’emissario del Signore, giunto nottetempo in città, ha divulgato la buona novella alla popolazione

L'Annunciazione di Raffaello SanzioRendiamo grazie a Dio. L’annuncio del concepimento e dell’aggiudicazione, senza dubbio non verginale, dei lavori di completamento del tratto “Teramo Centro–La Cona” del Lotto 0 ha fatto risuonare possente il corno del Trombatorrione.

Leggi tutto: L’arcangelo Capriele e l’Annunciazione del Lotto 0

 
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L’ottava fatica del rocker di Zocca e dei suoi erómenoi

BubusetteteCirca 400 anni fa il saggio popolo cinese considerava il latte di giumenta una medicina miracolosa. Anche i mistici Egiziani, gli intrepidi Romani e i pensatori Greci ritenevano il lattiginoso frutto materno un elisir di salute, di bellezza e di lunga vita. Così come in Oriente, dove si credeva che il bianco succo avesse capacità taumaturgiche per il corpo e l’anima, e si pensava addirittura che fosse un rimedio inviato dal divino Allah per alleviare le sofferenze.

Leggi tutto: Vasco Rossi e il latte di giumenta

 
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Braccobaldo, Ugo Lupo, Bubu e l’orso Yoghi invitati alla cerimonia funebre

L'orso Yoghi dopo un furto al parco di YellowstoneE’ morto l’orso Hope, il plantigrado giocherellone più famoso del web dopo il compianto Knut dello zoo di Berlino, deceduto qualche tempo fa per overdose. Il ranger Smith è sconvolto.

Leggi tutto: Hanno impallinato Hope!

 

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Chi siamo

"Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce". Figuriamoci un nuovo albero che spunta in una foresta già folta.

L'altra Parola è il nuovo albero che nasce nella foresta dell'informazione della provincia di Teramo. Lo fa come indica l'antico proverbio: in silenzio. Ma, silenziosamente, L'altra Parola è decisa a conquistarsi il suo spazio e la sua porzione di terreno vitale.

Per farlo, si affiderà agli organi che ogni albero ha a disposizione: le sue radici. Da queste, l'intero organismo trae il nutrimento necessario per crescere, diventare forte, solido, alto fino a superare gli altri alberi che lo circondano per poter godere dei raggi del sole.

L'altra Parola ha radici profonde che traggono linfa dal territorio teramano: sono le persone, i luoghi, le attività che caratterizzano la nostra provincia. Questa terra ci darà le sostanze utili per diventare grandi, per mettere fiori e frutti da offrire ai lettori.

I frutti de L'altra Parola saranno le notizie: ogni giorno racconteremo il nostro territorio, nella bella e nella cattiva stagione. Proprio come un albero che attraversa la primavera, l'estate, l'autunno e l'inverno cambiando forma e aspetto, senza mai tradire la sua natura.

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