Il grillo (s)parlante

Il blog di Alessandro Di Emidio

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“Per me si va ne la città dolente,

per me si va ne l'etterno dolore,

per me si va tra la perduta gente”.

Valicati da pochi giorni i trent'anni, ormai prossimo al “mezzo del cammin di nostra vita”, ho scoperto di aver raggiunto la soglia sormontata dalla celebre epigrafe dantesca. A qualche secolo di distanza dal capolavoro incontrastato della letteratura mondiale, la definizione è stata finalmente precisata e l'allegoria svelata.

Leggi tutto: Benvenuto nella generazione perduta

 
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Sul sito dell'Ansa compare una foto del sindaco di Teramo in sella, nell'articolo relativo alla ciclabile che collegherà le due capitali europee

Lo screenshot del sito dell'Ansa con la foto di Brucchi in biciTERAMO – Incredibile ma vero! All'insaputa di tutti i suoi concittadini, il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi ha lasciato il suo incarico per altro ben più prestigioso: 'maire' di Parigi. Anzi no, 'mayor' di Londra. Non ci credete? Pensate non possa essere possibile?

Leggi tutto: Brucchi finisce in bici sulla Parigi-Londra

 
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Il difficile rapporto tra la città e il suo ateneo: e se il vero problema dell'università di Teramo fosse... Teramo?

Il campus universitario di Coste Sant'Agostinio visto dalla cittàE se il vero problema dell'Università di Teramo fosse... Teramo? Non i bilanci, non la didattica, non le scelte amministrative, non le strategie dei rettori e dei componenti del Senato accademico, ma il ruolo che la città ha deciso di assegnare all'ateneo per il suo stesso sviluppo. Anzi, direi di più: per la costruzione della sua stessa identità.

Leggi tutto: Quel brutto anatroccolo chiamato UniTe

 
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Riflessione sul dibattito in atto circa la costruzione del nuovo campus scolastico a Teramo, tra paure per le sorti del centro storico e vecchi retaggi politico-culturali

“Fabbricando scuole, dai un tuo contributo personale all'istruzione;

fabbricando scuole, sub-appalti e corruzione, bustarelle da un milione”.

Così cantava Rino Gaetano nel 1978 (il pezzo era “Fabbricando case”). A lui, e al ritratto impietoso del legame tra appalti e malaffare, si saranno ispirati i combattivi oppositori all'idea dell'amministrazione comunale di Teramo di realizzare il nuovo polo scolastico.

Leggi tutto: Il polo che spopola

 
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Donare il sangue è un atto volontario. Donare il sangue a Teramo, oltre ad essere un atto volontario, diventa anche un gesto oneroso.

Leggi tutto: Quanto costano 430 ml di sangue?

 
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L'ex capo della Protezione civile Guido BertolasoAvete mai fatto caso al look dell'emergenza? Sindaci, presidenti, alti funzionari, capi dipartimento e via col vento, tutti slacciano il nodo della cravatta, appendono le giacche alle stampelle e indossano caldi, funzionali e rassicuranti maglioni.

Leggi tutto: Quando l'emergenza fa tendenza

 
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Scriveva domenica 5 febbraio, in piena emergenza neve, l'amico Giancarlo Falconi sul suo seguitissimo blog 'I due punti', criticando il silenzio assordante del Pd provinciale: "A breve quando si scongelerà come uno stoccafisso, il segretario provinciale Verrocchio, si accorgerà che siamo in emergenza, si domanderà sull'opportunità di fare un moderato e casto comunicato stampa, si riunirà, rinvierà e poi a Marzo, a un anno esatto dal passato alluvione, quando tutto sarà dimenticato, lancerà il suo sasso nello stagno del tempo perso".

Leggi tutto: Il Verrocchio congelato

 
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Salvador Dalì, La persistenza della memoria, 1931Il capogruppo in Consiglio regionale dell'Italia dei Valori, Carlo Costantini, da qualche tempo ha puntato il suo sguardo sulla realtà teramana. Teramo, per Costantini, non è più soltanto la città d'origine di colui che gli ha conteso la poltrona di presidente della Regione, l'attuale governatore Gianni Chiodi, ma un territorio in cui accadono alcune cose “strane” nella normale dinamica politico-amministrativa.

Leggi tutto: Cricche, cricchette e compari

 

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Chi siamo

"Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce". Figuriamoci un nuovo albero che spunta in una foresta già folta.

L'altra Parola è il nuovo albero che nasce nella foresta dell'informazione della provincia di Teramo. Lo fa come indica l'antico proverbio: in silenzio. Ma, silenziosamente, L'altra Parola è decisa a conquistarsi il suo spazio e la sua porzione di terreno vitale.

Per farlo, si affiderà agli organi che ogni albero ha a disposizione: le sue radici. Da queste, l'intero organismo trae il nutrimento necessario per crescere, diventare forte, solido, alto fino a superare gli altri alberi che lo circondano per poter godere dei raggi del sole.

L'altra Parola ha radici profonde che traggono linfa dal territorio teramano: sono le persone, i luoghi, le attività che caratterizzano la nostra provincia. Questa terra ci darà le sostanze utili per diventare grandi, per mettere fiori e frutti da offrire ai lettori.

I frutti de L'altra Parola saranno le notizie: ogni giorno racconteremo il nostro territorio, nella bella e nella cattiva stagione. Proprio come un albero che attraversa la primavera, l'estate, l'autunno e l'inverno cambiando forma e aspetto, senza mai tradire la sua natura.

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