Il batteraio

Il blog di William Ricci

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Sedevo ben beato in un noto bar teramano. Nel mentre una rinfrescante birretta ricreava il mio umore, accanto un gruppo di giovanissimi giovinotti disquisiva di musica. Da appassionato seppur mediocre batteraio, la vicenda giovavami al cuore. Sereno m’allietava il pensiero che ancor interessante fosse argomentare di note suonate. 

Leggi tutto: Il calloso orgoglio del musico

 
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Domanda scontata, me ne rendo conto, ma a leggere le cronache di questi giorni la risposta inizia a farsi complessa, difficile. Navigando, giorni fa mi sono imbattuto in un articolo che analizzava statisticamente il portato reale dei suicidi provocati dalla crisi economica. Sorpresa: sono in diminuzione.

Leggi tutto: Vale la pena morire?

 
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Quel piccolo nocciolo qualunquista che giace dentro di me suggeriva di iniziare questo post con un “Ma di che vi stupite?”. Ma non l’ho fatto. Ho resistito, anche se la tentazione era tanta. Però, qualche parolina sullo scandalo della Lega Nord va scritta. Lo fanno tutti; lo faccio anche io. 

Leggi tutto: La polenta, pronta in 5 minuti

 
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Cercatela, trovatela e fatela esplodere. Al sorriso compiaciuto del vostro capo che oggi vi offrirà una mimosa appena colta, rispondete a testa alta. Senza imbarazzo e senza gratitudine. Prendetela, annusatela e poi buttatela nel cesso. Quel fiore, che tanto ha significato in passato, oggi è un contentino pallido alle tragedie che vivete ogni giorno dell’anno.

Leggi tutto: La vostra fierezza

 
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“Arrivati ad una certa età, si è fuori dal mercato del lavoro”. Quante volte l’abbiamo sentita? Quante volte, nullafacenti depositari di oscure verità hanno pronunciato una bestemmia del genere? Li conosciamo tutti: beffardi omuncoli rivestiti di giacca con i capelli perfetti e smartphone al seguito. Figliocci senza senso alcuno che, dall’alto della loro strabiliante carriera, sanno tutto: come va il mondo, chi può abitarlo, chi deve abbandonarlo.

Leggi tutto: Fuori dal mercato del lavoro? Ma per piacere…

 
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Leggere del Borsacchio e della sua importanza naturalistica sul Corriere.it fa un bell’effetto. Anche in un articolo che parla di petrolio. Fa ancora un più bell’effetto se l’autore dell’articolo è la grande Dacia Maraini. Poi tutto diventa bellissimo se nell’articolo si propone una summa della recente questione petrolifera in Abruzzo, dando una sponda al comitato per la raccolta firme contro le trivelle.

Leggi tutto: Un bagno nero e puzzolente

 
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Sui tavoli regionali del Via (Valutazione d'Impatto Ambientale) ci sono quattro istanze di ricerca di idrocarburi dai nomi graziosissimi, perfetti per lussuosi resort a 5 stelle: Villa Mazzarosa, Villa Carbone, Cipressi e Santa Venere. Quattro richieste, due società: Medoilgas e Adriatica Idrocarburi.

Leggi tutto: Meno petrolio, più aspirine

 
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C’era una volta un ragazzo di nome Tom. Tom era bravo e diligente, e non faceva mai cose che potessero turbare il prossimo. Tom si svegliava ogni mattina al sorgere del sole. Si lavava e si vestiva, quindi, dopo colazione usciva per una passeggiata nel parco. A Tom piaceva moltissimo il parco.

Leggi tutto: Il raggelante stormo nero nei cieli di Tom

 

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Chi siamo

"Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce". Figuriamoci un nuovo albero che spunta in una foresta già folta.

L'altra Parola è il nuovo albero che nasce nella foresta dell'informazione della provincia di Teramo. Lo fa come indica l'antico proverbio: in silenzio. Ma, silenziosamente, L'altra Parola è decisa a conquistarsi il suo spazio e la sua porzione di terreno vitale.

Per farlo, si affiderà agli organi che ogni albero ha a disposizione: le sue radici. Da queste, l'intero organismo trae il nutrimento necessario per crescere, diventare forte, solido, alto fino a superare gli altri alberi che lo circondano per poter godere dei raggi del sole.

L'altra Parola ha radici profonde che traggono linfa dal territorio teramano: sono le persone, i luoghi, le attività che caratterizzano la nostra provincia. Questa terra ci darà le sostanze utili per diventare grandi, per mettere fiori e frutti da offrire ai lettori.

I frutti de L'altra Parola saranno le notizie: ogni giorno racconteremo il nostro territorio, nella bella e nella cattiva stagione. Proprio come un albero che attraversa la primavera, l'estate, l'autunno e l'inverno cambiando forma e aspetto, senza mai tradire la sua natura.

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