SANT'EGIDIO ALLA VIBRATA – La Provincia di Teramo scomparirà sotto i colpi della spending review, accorpata ad una delle sopravvissute (L'Aquila o la nuova entità con Pescara, saranno il Cal e la Regione a valutarlo). Dalle parti della Val Vibrata, in vista della riorganizzazione territoriale dello Stato, tornano ad alzarsi le voci circa una 'scissione' da Teramo per chiedere l'annessione con Ascoli.
Un'ipotesi che non dispiace al sindaco di Sant'Egidio alla Vibrata, Rando Angelini, che giustifica la possibilità con ragioni geografiche (il vicino confine con le Marche, Ascoli distante solo 14 chilometri contro i 100 de L'Aquila), sociali (la frequentazione delle scuole marchigiane da parte dei ragazzi vibratiani) ed economiche (gli affari e il lavoro oltreconfine). Un'ipotesi niente affatto remota, quindi, anzi “tangibile e concreta sia a livello amministrativo che territoriale”, ma la decisione finale va lasciata agli abitanti dei Comuni della vallata. E per dare voce ai cittadini, l’amministrazione comunale intende promuovere “un sondaggio con il quale si misurerà realmente qual è l’intenzione e l’opinione dei cittadini su tale argomento, per poi valutarne le scelte”.
Ma è sempre meglio non mettere il carro davanti ai buoi e, anche per non urtare la suscettibilità delle amministrazioni dello stesso colore politico, Angelini non rinnega del tutto la 'teramanità', e conclude: “Sono comunque al fianco del Sindaco di Teramo Maurizio Brucchi e del Presidente della Provincia Valter Catarra a difesa della provincia teramana”. Insomma, Teramo o Ascoli? La posizione non è molto chiara e il delegare la preferenza ad un semplice sondaggio (che se mal organizzato non può certo assurgere a strumento di democrazia partecipativa), sa tanto di scelta pilatesca e populistica.
"Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce". Figuriamoci un nuovo albero che spunta in una foresta già folta.
L'altra Parola è il nuovo albero che nasce nella foresta dell'informazione della provincia di Teramo. Lo fa come indica l'antico proverbio: in silenzio. Ma, silenziosamente, L'altra Parola è decisa a conquistarsi il suo spazio e la sua porzione di terreno vitale.
Per farlo, si affiderà agli organi che ogni albero ha a disposizione: le sue radici. Da queste, l'intero organismo trae il nutrimento necessario per crescere, diventare forte, solido, alto fino a superare gli altri alberi che lo circondano per poter godere dei raggi del sole.
L'altra Parola ha radici profonde che traggono linfa dal territorio teramano: sono le persone, i luoghi, le attività che caratterizzano la nostra provincia. Questa terra ci darà le sostanze utili per diventare grandi, per mettere fiori e frutti da offrire ai lettori.
I frutti de L'altra Parola saranno le notizie: ogni giorno racconteremo il nostro territorio, nella bella e nella cattiva stagione. Proprio come un albero che attraversa la primavera, l'estate, l'autunno e l'inverno cambiando forma e aspetto, senza mai tradire la sua natura.
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