Cronaca

Moglie e marito trovati morti in casa

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Tragedia ad Ancarano: anziani coniugi si tolgono la vita impiccandosi. Nessun biglietto per spiegare il gesto, per molti legato ai guai con la giustizia del figlio

ANCARANO – I corpi senza vita di due anziani coniugi sono stati trovati questo pomeriggio ad Ancarano. Moglie e marito, di 75 e 79 anni, si sono impiccati nella loro abitazione e quando è scattato l'allarme era già troppo tardi.

I due pensionati, Giuseppina Di Donato e suo marito Natale Di Emidio, si sarebbero uccisi nel primo pomeriggio: ancora non sono chiare le ragioni del gesto e anche le informazioni sulla tragedia sono ancora poche.

Di certo la richiesta di aiuto è scattata attorno alle 18,40: sul posto sono arrivati i Carabinieri della locale stazione e i sanitari del 118 di Sant'Omero che non hanno potuto far altro che constatare il decesso. Nessun biglietto che spiegasse le ragioni del gesto sarebbe stato ritrovato in casa dei due anziani.

AGGIORNAMENTO: SUICIDI PER AIUTARE IL FIGLIO – E' da ricercare nelle vicende familiari il motivo del tragico gesto compiuto dai due anziani coniugi di Ancarano. Marito e moglie, di 79 e 75 anni, sono stati trovati impiccati in casa dal figlio, intorno alle 18.30, preoccupato per le telefonate senza risposta che aveva effettuato durante la giornata. Sgomento e commozione nel piccolo paese della Val Vibrata, dove la notizia si è diffusa in un baleno. Natale e Giuseppina, pensionati, erano molto conosciuti, pur conducendo una vita riservata, spesa onestamente nel lavoro dei campi. E proprio quella vita che avrebbero voluto indirizzare in un certo modo, garantendo la certezza di un avvenire tranquillo anche ai figli, ultimamente aveva invece riservato loro angosce e dolore. Tanto, probabilmente, da spingerli a cercare l'unica soluzione ai problemi con la giustizia di uno dei figli, nel fatale epilogo che si è consumato ieri.

I carabinieri della stazione di Sant'Egidio alla Vibrata, alla ricerca di elementi utili alle indagini, non hanno trovato alcun biglietto che potesse spiegare le motivazioni del duplice suicidio. Ma le testimonianze raccolte nel piccolo centro, tra i conoscenti delle vittime, collegano l'accaduto ai recenti problemi di uno dei figli della coppia, Gabriele, arrestato a maggio per le minacce rivolte a un vicino che aveva acquistato all'asta la sua casa, pignorata da Equitalia per dei debiti che l'artigiano (un meccanico) aveva contratto con l'Inps. Dopo un breve periodo di detenzione, all'uomo erano stati concessi i domiciliari nella stessa casa al centro della diatriba, non ancora assegnata all'acquirente. Ma quest'ultimo pare avesse scritto una lettera al giudice per segnalare il disagio e la paura per la presenza di Gabriele nell'abitazione vicina. È così che il Tribunale di Teramo decide il trasferimento nelle Marche, a casa della moglie, per la detenzione domiciliare. La partenza è avvenuta appena due giorni fa.

L'insieme di queste vicende, secondo la versione di alcuni conoscenti della famiglia, avrebbe segnato profondamente l'animo dei due anziani genitori. In particolare, il recente allontanamento di Gabriele, costretto a raggiungere le Marche perché nell'abitazione dei genitori (una villetta sistemata con le fatiche di una vita di lavoro, e destinata ad essere lasciata ai figli) pare non ci fossero le condizioni e gli spazi necessari per poter scontare la detenzione. La soluzione agli occhi dei due anziani, così, è stata una sola, assurda ma lucida nella sua drammaticità: farsi da parte per lasciare quella casa al figlio amato, come avevano sempre desiderato, per un ultimo, disperato aiuto ad uscire fuori dal momento difficile. E forse il modo in cui hanno portato a termine il loro proposito, uniti fino alla fine, abbracciati mentre abbandonavano la vita, usando una sola corda stretta in due cappi, è stato il messaggio più diretto ed esplicito che avessero potuto lasciare a chi li ha trovati.

V.M. - A.D.E.
(06/08/2012)





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