TERAMO – Acque inquinate sulla costa teramana. Cinque i punti con valori batteriologici superiori alla norma dopo il monitoraggio dei biologi della Goletta Verde di Legambiente in questi giorni in Abruzzo.
I dati sono stati presentati questa mattina in conferenza stampa nella sede pescarese di Legambiente Abruzzo da Stefano Ciafani, vice presidente nazionale di Legambiente, Antonio Sangiuliano, direttore Legambiente Abruzzo, e Giovanni Damiani, direttore dell’Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente.
COSTA TERAMANA, FOCI DEI FIUMI INQUINATE - Dei cinque punti campionati in provincia di Teramo, quattro sono risultati ‘fortemente inquinati’ e uno inquinato. A partire da Sud, a Silvi Marina l’esame sulla spiaggia alla foce del fiume Cerrano ha rilevato acque fortemente inquinate nel punto di prelievo che, tra l’altro, si trova nell’area marina protetta Torre Cerrano. Non va meglio a Pineto, lungo la foce del torrente Calvano, e a Giulianova dove il campionamento è stato eseguito nel fosso sul lungomare Zara. In ‘cattive acque’ naviga anche la foce del Vibrata nel comune di Martinsicuro “attorniata da scarichi e rifiuti” come la descrive Legambiente. Entro il limiti di legge, invece, ma comunque considerata ‘inquinata’ a seguito di segnalazione dei cittadini a Sos Goletta, la spiaggia in corrispondenza della foce del torrente Borsacchio a Roseto degli Abruzzi.
ABRUZZO, 11 PUNTI SU 13 INQUINATI – Nel complesso, nella due giorni abruzzese di Goletta Verde sono stati campionati 13 punti, ben nove quelli ‘fortemente inquinati’ (quattro nel Teramano, due sui tre complessivi a Pescara, e tre su quattro nel Chietino) e due ‘inquinati’ (in provincia di Teramo e Chieti). “I dati mettono in evidenza lungo la costa regionale un sistema di depurazione ancora per lo più inefficace, che vede nelle foci dei grandi fiumi regionali le sue maggiori criticità – ha spiegato in conferenza stampa Antonio Sangiuliano - molti di questi punti sono stati già classificati dall’Arta come non balneabili. E’ per questo che, come si evince dalla cartina regionale che abbiamo diffuso quest’oggi, la nostra indagine si è concentrata quest’anno attorno ai fossi ed alle foci dei torrenti che dall’entroterra sfociano direttamente a mare. Malauguratamente, i risultati indicano che l’emergenza depurazione riguarda anche questi corsi d’acqua minori”. Dal direttore regionale di Legambiente la richiesta alla Regione di affrontare “in maniera decisa ed efficace la questione depurativa”, mentre il vicepresidente nazionale Ciafani ha ricordato come il monitoraggio conferma quanto già emerso dai dati Istat, secondo cui l’Abruzzo “con il 53,8% è tra le peggiori regioni d’Italia per percentuale di popolazione servita da un efficiente servizio di depurazione”.
I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità / salinità).
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