TERAMO – Il manager Giustino Varrassi confermato alla guida della Asl di Teramo per altri quindici mesi. L’ufficialità è arrivata questa mattina dalla Giunta Chiodi che ha recepito la valutazione dei dodici dirigenti della Regione chiamati a giudicare l’operato del dg nei primi diciotto mesi di direzione dell’azienda sanitaria teramana.
Il punteggio complessivo attribuito a Varrassi è di 106 su 150, dunque più di venti punti sopra la soglia minima fissata a quota 90. Nella delibera la Giunta ha però inserito un nuovo elemento, attivando le procedure previste dalla legge per verificare se il direttore generale nel suo mandato abbia violato gli obblighi contrattuali. Spetterà alla Direzione sanitaria regionale l'accertamento, attraverso l'acquisizione della documentazione amministrativa e giudiziaria riguardante Varrassi
Intanto, a poche ore dalla notizia della conferma 'con riserva', i consiglieri regionali del Pd Claudio Ruffini e Giuseppe Di Luca tornano all’attacco del Dg criticando la riconferma e annunciando un’interrogazione al governatore Chiodi sulla minaccia di querela avanzata a mezzo stampa dal manager Varrassi contro Robert Verrocchio dopo gli attacchi mossi dal segretario provinciale dei Democratici alla gestione della Asl teramana.
"PASSEREMO AL SETACCIO LA DELIBERA" - “La cattiva gestione di Varrassi è ormai di dominio pubblico tranne che per la Giunta regionale. In ogni angolo della Provincia – si legge in una nota a firma dei due consiglieri - ci sono cittadini che protestano e chiedono maggiori servizi e tutele. Per non parlare delle liste di attesa o della mobilità passiva. E' da tempo che denunciamo queste cose mentre Chiodi non fa altro che andare in gito a raccontare il contrario ovvero di aver ridotto la costosa mobilità passiva regionale. Adesso se questo mancato obiettivo verrà confermato di chi saranno le responsabilità? Di Chiodi o di Varrassi?”. I consiglieri del Pd annunciano dunque che passeranno al “setaccio” la delibera di riconferma di Varassi e chiederanno “se sono stati considerati tutti gli aspetti previsti dal comma 7 dell'articolo 3 bis del Decreto Legislativo 502 del 92, ovvero quello che prevede che ‘Quando ricorrano gravi motivi o la gestione presenti una situazione di grave disavanzo o in caso di violazione di leggi o del principio di buon andamento e di imparzialità della amministrazione, la regione risolve il contratto dichiarando la decadenza del direttore generale e provvede alla sua sostituzione’ ". "C'è molto da verificare sul buon andamento e sull'imparzialità dell'amministrazione di Varrassi – continuano Ruffini e Varrassi - oltre ai problemi che il manager della Asl ha con la giustizia”.
QUERELA A VERROCCHIO, INTERROGAZIONE A CHIODI - Sull'altro fronte, quello della minaccia di querela a Verrocchio, Ruffini e Di Luca si rivolgono al presidente della Regione: “Vogliamo sapere da Chiodi cosa ne pensa di un direttore generale che minaccia querele al segretario del maggior partito di opposizione che legittimamente controlla le decisioni di Varrassi che hanno poi una ricaduta sul nostro sistema sanitario”. Domande anche a Varrassi dai due esponenti dell'opposizione che chiedono al al manager quali siano le reali motivazioni della querela: “Forse perchè il Pd gli ha chiesto di rispondere sulla chiusura del reparto di Oncologia o degli altri disservizi della sanità teramana? – è la domanda dei due consiglieri - Ci sembra che Varrassi risponda con arroganza e prepotenza alla legittime richieste di un segretario di partito che parla e rappresenta parlamentari, consiglieri regionali, sindaci ed amministratori locali, che vogliono sapere come viene gestita la sanità a Teramo”.
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